Fino a quando continueremo a consumare carne?

1 Febbraio, 2008

Leggo sul New York Times questo articolo intolato Rethinking the Meat-Guzzler”.

Dopo il settore dei trasporti è quello dell’alimentazione a essere messo sotto processo per essere di fatto insostenibile, per lo meno ai livelli ai quali è arrivato nei paesi sviluppati.

Il NYT fa esplicitamente riferimento al parallelo carne – petrolio, senza però mai arrivare ad affermare che in un mondo con petrolio scarso e costoso sarà sempre più difficile garantire all’industria delle carni destinate al consumo umano le risorse necessarie affinché questa immetta sul mercato grandi quantità di “prodotto” a buon mercato.

E quindi ecco che per indurre i consumatori a consumare meno si fa leva sui problemi ambientali, sulla compassione verso i poveri animali crudelmente uccisi e sul rischio sanitario che l’eccessivo consumo di proteine animali comporta.


Inezie

8 Gennaio, 2008

Chiamare gli inceneritori col nome di termovalorizzatori è ridicolo in qualunque occasione, ma sentire il cosiddetto primo ministro raccontare che per mettere fine all’emergenza rifiuti, la Campania sarà dotata di 3 termovalorizzatori fa davvero cadere le braccia.

È come dire che il problema urgente non è la tempestiva rimozione di tonnellate di pattume maleodorante dalle strade, da conseguire anche a costo di ricorrere all’incenerimento e alla conseguente produzione di diossina e altri inquinanti, bensì l’ottenimento di un qualche “valore” da quelle montagnette di immondizia.


Energia

6 Dicembre, 2007

Alla tv passa lo spot di un’azienda che distribuisce energia in Italia in cui la voce fuori campo recita “c’era un periodo in cui l’energia era troppa…ma alla terra non piaceva” e giù a dire che se seguiremo i loro consigli potremo trovare un’energia nuova da fare da soli e da scambiare (quale? boh!) , mentre sul sito di Eni si possono leggere i consigli per ridurre i consumi della casa come dell’automobile.

Per quest’ultima, avvertono che viaggiando in autostrada a 110 km/h invece che a 180 130 km/h si risparmia un bel po’ , così come viaggiando in città a velocità costante.

Sinceramente non ce li vedo gli italiani che si comprano il SUV a ragionare di climate change e oil depletion mentre sfrecciano sulla corsia di sorpasso dell’autostrada o mentre imprecano per l’ennesimo ingorgo in tangenziale.

Molto meglio quindi l’approccio di Chevron che sulla pagina iniziale sbatte brutalmente questo: “È la storia del nostro tempo: al mondo ci sono più di 6 miliardi di persone. Abbiamo tutti bisogno d’energia per vivere. Da dove verrà fuori?”

Nessun giro di parole.. Fanno esplicitamente riferimento al fatto che la domanda supera l’offerta. Tutto qui.


Ehi.. mi ero dimenticato di avere un blog!

30 Novembre, 2007

E infatti il mio “blog addiction rate” è soltanto del 47%. Ho fatto il test qui.


Segnali inquietanti di nuovo medioevo

11 Ottobre, 2007

Apprendo da un post sul blog Bioetica che il Consiglio d’Europa, attraverso una votazione, si è espresso contro la possibilità che la teoria del Creazionismo venga insegnata presentandola come una teoria scientifica.

Il semplice fatto un’eventualità del genere venga messa in discussione lascia terrorizzati.  Il Creazionismo non è certo una teoria nuova, ma di nuovo c’è che fino a qualche tempo fa nessuno si azzardava a proclamare che avesse basi scientifiche, mentre adesso alcuni hanno la pretesa di metterla sullo stesso piano di una qualunque ipotesi scientifica.

Forse il passo successivo dei fondamentalisti sarà  quello di chiedereche venga insegnato la teoria della Terra piatta?


Blogosfera alla ribalta (..o effetti del V-day?)

26 Settembre, 2007

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Sono passate un paio di settimane dal V-day di Beppe Grillo e sembra che la blogosfera sia diventata oggetto di attenzioni particolari anche da parte di chi finora non ne conosceva nemeno l’esistenza.

Esemplare il caso di uno dei politici più bersagliati dal “popolo grillesco” che apre un blog personale e si getta a capofitto nel mare della blogosfera e, nel giro di poco tempo, viene travolto da blog-clone che ne riproducono l’aspetto, ma lasciano libero spazio anche a commenti anonimi o insultanti.

Altro evento degno di considerazione è il finto blog personale, di cui questo articolo di Rainews24 racconta la cronaca della giornata, dall’apertura sotto mentite spoglie, alla “confessione” di falsità, passando per le reazioni degli altri media e del diretto interessato.

Tutto questo mi fa pensare alla questione dell’identità personale sulla rete. Come percepiamo la nostra identità quando entriamo in rete? Come ci poniamo rispetto agli altri e a noi stessi?

Internet e il Web 2.0 sono certamente fenomeni di giovane età e probabilmente non sono state ancora comprese tutte le potenzialità e le implicazioni che questo mezzo di comunicazione comporta.


Adulti e vaccinati

13 Settembre, 2007

Capita di ascoltare un amico o un conoscente parlare di un viaggio appena concluso. Capita anche che il viaggio in questione l’amico o il conoscente lo abbia fatto in un posto insolito, magari nel terzo mondo, o comunque laddove le condizioni di sicurezza sono precarie e la lista delle vaccinazioni obbligatorie da compiere prima della partenza farebbero tentennare anche il più entusiasta dell’avventura. Succede che l’amico al ritorno descriva dettagliatamente le spiacevoli vicissitudini e le sofferenze fisiche patite e le descriva con la stessa enfasi con la quale il generale di un esercito vittorioso descriverebbe le perdite subite dal proprio battaglione, pieno d’ammirazione e di orgoglio.

C’è qualcosa che accomuna missionari alla ricerca di dio tra i più sfortunati del pianeta e turisti scorrazzati nel tour yemenita dove il solo assaporare col pensiero la probabilità di un rapimento rende semplicemente il viaggio più “vero”.

Il cooperante volontario spesso si muove spinto dalla fede, si aiuta e si fa forza grazie alla provvidenza divina arrivando addirittura allo sprezzo del pericolo, perché tanto “lassù qualcuno mi protegge”.

L’estremista del turismo è uno che si prende rischi altissimi ed accetta di beccarsi per lo meno la dissenteria per poter dire “sono stato nel tal posto dove nessun altro arriva”. Ci dev’essere qualcosa di irrazionale ad animare il pensiero di una persona che avverte il bisogno di abbandonare almeno momentaneamente le agiatezze e le sicurezze della quotidianeità occidentale.

Sembra quasi che dopo un anno vissuto nell’iper-razionale mondo occidentale, si avverta la necessità di mettersi alla prova in situazioni di vera emergenza e precarietà, dal “reality” visto dal divano alla realtà cruda del terzo mondo.


L’implosione del sistema

26 Agosto, 2007

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Ne “Lo scambio simbolico e la morte”, Jean Baudrillard scrive:

“Non si distruggerà mai il sistema con una rivoluzione diretta, dialettica, dell’infrastruttura economica o politica. … Non lo si vincerà mai secondo la sua stessa logica, quella dell’energia, del calcolo, della ragione e della rivoluzione, quella della storia e del potere,quella di qualsivoglia finalità o controfinalità: a questo livello la peggiore violenza non ha presa e si rivolge contro se stessa. Non si vincerà mai il sistema sul piano reale.

Ciò che occorre fare è dunque spostare tutto nella sfera del simbolico, dove la legge è quella della sfida, della reversione, del rilancio. Tale che alla morte non si può rispondere che con una morte uguale o superiore. … Se la dominazione proviene dal fatto che il sistema detiene l’esclusiva del dono senza contro-dono (dono del lavoro al quale si può rispondere soltanto con la distruzione o il sacrificio, se non nel consumo che non è che una spirale di più della dominazione…), allora l’unica soluzione è di ritorcere contro il sistema il principio stesso del suo potere: l’impossibilità di risposta e di ritorsione. Sfidare il sistema con un dono al quale non possa rispondere, se non con la propria morte e il proprio crollo. Perché nulla, nemmeno il sistema, sfugge all’obbligazione simbolica, ed è in questa trappola che sta l’unica possibilità della sua catastrofe. Bisogna che il sistema stesso si suicidi in risposta alla sfida moltiplicata della morte e del suicidio. “

 

Jean Baudrillard scrisse “Lo scambio simbolico e la morte “ intorno alla metà degli anni ’70 e rileggendo oggi la sua opera, questa mi appare illuminata da una lungimiranza straordinaria.

 

Dal mio punto di vista vedo la situazione in questi termini: l’implosione del sistema (cioè della società dell’iperrealtà, fondata su simulazioni a tutti i livelli) si avrebbe con il consumatore che rifiuta autonomamente e deliberatamente di consumare o con il terrorista suicida. Di fronte a tali fenomeni il sistema s’inceppa perché risultano inutili e inefficaci rispettivamente il marketing-pubblicità e la politica.

Pensandoci un po’, forse all’implosione non manca molto.


Musica!

21 Agosto, 2007

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Occorre un bel po’ di ottima musica per non essere sopraffatti dal rumore del mondo, mi dico..

E allora per sollevarmi mi concedo l’ascolto di “With teeth”, penultimo album dei Nine Inch Nails


Agosto in città: una pausa per il rumore di fondo automobilistico

15 Agosto, 2007

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C’è un particolare rumore di fondo che accompagna chi vive in città: il ronzio continuo e quasi uniforme prodotto dal traffico dei veicoli a motore.

L’assuefazione al rumore di fondo cittadino causato dal traffico (un misto di suoni sgradevoli, dovuti ai motori, al rotolamento degli pneumatici e ai clacson) è tale che quando la città si svuota di automobili come succede in Agosto, si ha la sensazione di abitare in un luogo sconosciuto, tanto ci risulta inconsueta l’assenza del noioso ronzio.

A proposito di automobili e mobilità in generale, ho appena finito di leggere “Vita e morte dell’automobile” di Guido Viale , un interessante saggio contenente un’analisi sugli inconvenienti provocati dai sistemi di mobilità basati sull’uso prevalente dell’automobile privata e proposte di soluzioni per sistemi alternativi che portino benefici in termini di minore congestione urbana, minore sprechi di risorse, ottimizzazione dei tempi di percorrenza, e non ultimo migliore vivibilità delle città che attualmente sono nient’altro che degli immensi parcheggi per automobili.

Molto lucida, a mio modo di vedere, la visione dell’autore riguardo al futuro prossimo. Senza troppi giri di parole, vengono citati il progressivo esaurimento delle fonti petrolifere e la teoria del picco di Hubbert come ottime giustificazioni pratiche per iniziare ad attrezzarci per un futuro fatto di veicoli in condivisione e taxi collettivi, in cui il possesso di una o più automobili private sarà visto semplicemente come una bizzarria priva di senso.


Altre considerazioni sul rumore di fondo: la blogosfera

14 Agosto, 2007

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La teoria del Big Bang rimase per molti anni una semplice ipotesi di lavoro, mancando le prove della sua validità, fino a quando non venne scoperta la radiazione di fondo cosmico a microonde (Cosmic Microwave Background Radiation, CMBR).
Nel 1965 due tecnici dei laboratori della Bell Telephone, studiando un rumore di fondo dell’antenna radio, si accorsero che si trattava in realtà di un debole segnale radio proveniente dallo spazio, con la medesima intensità in tutte le direzioni.

Sin dall’esplosione del cosiddetto Web 2.0, di cui gli strumenti aventi contenuti generati dagli utenti costituiscono forse l’aspetto più caratteristico, si è sentito ripetere che il moltiplicarsi delle fonti d’informazione presenti in rete avrebbe giovato alla qualità generale del sistema dell’informazione.

Non più uno sparuto gruppo di fonti (quotidiani cartacei e l’ormai degradata TV), ma una miriade di siti internet – formata soprattutto dai siti personali costituenti la cosiddetta blogosfera – dove cercare notizie su qualunque argomento, con in più la possibilità di una manipolazione senza fine data dai link, dai commenti, dai feedback.

Per farla breve, dato che non ho la possibilità né tantomeno la capacità di dilungarmi in analisi molto complesse, gli entusiasti della rete vedono nella blogosfera e nei suoi parenti (ad esempio le Web-TV o Youtube) un’opportunità per superare l’attuale disarmante situazione del sistema dell’informazione, ma c’è da considerare l’immancabile rovescio della medaglia: il moltiplicarsi delle voci e delle fonti rischia di tramutare la ricchezza della pluralità in opprimente rumore, data la limitata capacità di ascolto di ognuno di noi e la difficoltà di distinguere le notizie preziose in mezzo alle “bufale” che circolano e si riproducono sul web, di link in link.

Se ne parla anche in questo interessante post su Magnethic MetaBlog, in cui si tratta del rumore di fondo presente nella blogosfera associandolo ad una sorta di dissipazione delle nostre energie mentali.


Iperrealtà contemporanea

13 Agosto, 2007

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Si legge e si sente dire spesso che vivamo nella “società della comunicazione” intendendo con questo che ciò che caratterizza il nostro tempo è la proliferazione dei mezzi di comunicazione e delle fonti di informazione.

Volendo spingersi un po’ più in là, si può dire che stiamo sperimentando l’estasi della comunicazione di cui parla Jean Baudrillard nelle sue opere, a proposito di un superamento della realtà, giunta ad essere un’iperrealtà fatta di segni che rimandano ad altri segni e che mai rimandano a significati reali, segni quindi svincolati dai significati ma plasmabili a piacere in un gioco infinito in cui la persona vive in uno “stato di terrore che è caratteristico dello schizofrenico, una promiscuità oscena di tutte le cose che lo assilla e lo penetra senza incontrare nessuna resistenza e nessuna aura, neppure quella del suo stesso corpo. A discapito di se stesso, lo schizofrenico è aperto a qualsiasi esperienza e vive nella più totale confusione”.

Sovraesposizione mediatica quindi, di nuovo la “pana-sonicità” cara a Delillo, nelle cui pagine sempre più mi sembra di ritrovare i concetti chiave di Baudrillard espressi in forma diversa, ma altrettanto efficace per chi cerca di districarsi nel mezzo del rumore di fondo.


Tutti i suoni

31 Luglio, 2007

Più si moltiplicano le voci e più diminuisce l’intelligenze, intesa come capacità di capire ciò che viene detto e scritto. L’aria si satura di suoni, viviamo in un mondo “pana-sonico” come tra le pagine di Rumore Bianco


Fine

7 Luglio, 2007

C’era una volta la freccia della storia. Vite dedicate al raggiungimento di un orizzonte chiaramente indicato. Il senso di avanzamento verso la meta anelata. Speranza condivisa e fortificata da segnali progressivi e risentimento acceso da regressioni scandalizzanti. La fine della Storia: i suoni si confondono, le parole si sovrappongono, stratificazioni di rumori, che si mischiano, si uniformano, compattandosi in un unico pervasivo rumore di fondo.


Oggi

25 Giugno, 2007

Pur assuefatto al rumore di fondo cerco di tendere l’orecchio al presente, ma ciò che sento è solo l’eco di suoni passati