Iperrealtà contemporanea

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Si legge e si sente dire spesso che vivamo nella “società della comunicazione” intendendo con questo che ciò che caratterizza il nostro tempo è la proliferazione dei mezzi di comunicazione e delle fonti di informazione.

Volendo spingersi un po’ più in là, si può dire che stiamo sperimentando l’estasi della comunicazione di cui parla Jean Baudrillard nelle sue opere, a proposito di un superamento della realtà, giunta ad essere un’iperrealtà fatta di segni che rimandano ad altri segni e che mai rimandano a significati reali, segni quindi svincolati dai significati ma plasmabili a piacere in un gioco infinito in cui la persona vive in uno “stato di terrore che è caratteristico dello schizofrenico, una promiscuità oscena di tutte le cose che lo assilla e lo penetra senza incontrare nessuna resistenza e nessuna aura, neppure quella del suo stesso corpo. A discapito di se stesso, lo schizofrenico è aperto a qualsiasi esperienza e vive nella più totale confusione”.

Sovraesposizione mediatica quindi, di nuovo la “pana-sonicità” cara a Delillo, nelle cui pagine sempre più mi sembra di ritrovare i concetti chiave di Baudrillard espressi in forma diversa, ma altrettanto efficace per chi cerca di districarsi nel mezzo del rumore di fondo.

3 Risposte a “Iperrealtà contemporanea”

  1. william nessuno Dice:

    Parti di Don DeLillo?
    Non lo conosco affatto, devo documentarmi.

  2. rumoredifondo Dice:

    Sì Don Delillo, proprio lui..
    In particolare qui il riferimento è a “Rumore Bianco”, opera del 1985 edito in Italia prima da Pironti e poi da Einaudi.

    Consigliatissimo anche “Underworld” del ‘97

    ;-)

  3. giovanni Dice:

    posso chiederti da dove hai preso la citazione sulla schizofrenia? m’interessa la fonte per una tesi di laurea.
    grazie mille.

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