Sono passate un paio di settimane dal V-day di Beppe Grillo e sembra che la blogosfera sia diventata oggetto di attenzioni particolari anche da parte di chi finora non ne conosceva nemeno l’esistenza.
Esemplare il caso di uno dei politici più bersagliati dal “popolo grillesco” che apre un blog personale e si getta a capofitto nel mare della blogosfera e, nel giro di poco tempo, viene travolto da blog-clone che ne riproducono l’aspetto, ma lasciano libero spazio anche a commenti anonimi o insultanti.
Altro evento degno di considerazione è il finto blog personale, di cui questo articolo di Rainews24 racconta la cronaca della giornata, dall’apertura sotto mentite spoglie, alla “confessione” di falsità, passando per le reazioni degli altri media e del diretto interessato.
Tutto questo mi fa pensare alla questione dell’identità personale sulla rete. Come percepiamo la nostra identità quando entriamo in rete? Come ci poniamo rispetto agli altri e a noi stessi?
Internet e il Web 2.0 sono certamente fenomeni di giovane età e probabilmente non sono state ancora comprese tutte le potenzialità e le implicazioni che questo mezzo di comunicazione comporta.
5 Ottobre, 2007 alle 17:09
Credo che la rete sia un modo per dimostrare quello che realmente si è! La rete toglie via la maschera e ti dimostri per quello che scrivi, non c’è filtro o labirinto da mettere, certo è un pò riduttivo… l’uomo ha tanti volti e pensieri che è difficile scoprirli tutti ma la rete va in profondità e le tue parole sono sufficienti per presentarti.
12 Ottobre, 2007 alle 9:53
Beh sì la rete può dimostrare quello che si è ma anche fornire il supporto ad un’identità creata ex-novo, vedi il caso di Second Life ecc. ecc.