Leggo sul New York Times questo articolo intolato “Rethinking the Meat-Guzzler”.
Dopo il settore dei trasporti è quello dell’alimentazione a essere messo sotto processo per essere di fatto insostenibile, per lo meno ai livelli ai quali è arrivato nei paesi sviluppati.
Il NYT fa esplicitamente riferimento al parallelo carne – petrolio, senza però mai arrivare ad affermare che in un mondo con petrolio scarso e costoso sarà sempre più difficile garantire all’industria delle carni destinate al consumo umano le risorse necessarie affinché questa immetta sul mercato grandi quantità di “prodotto” a buon mercato.
E quindi ecco che per indurre i consumatori a consumare meno si fa leva sui problemi ambientali, sulla compassione verso i poveri animali crudelmente uccisi e sul rischio sanitario che l’eccessivo consumo di proteine animali comporta.