C’è un particolare rumore di fondo che accompagna chi vive in città: il ronzio continuo e quasi uniforme prodotto dal traffico dei veicoli a motore.
L’assuefazione al rumore di fondo cittadino causato dal traffico (un misto di suoni sgradevoli, dovuti ai motori, al rotolamento degli pneumatici e ai clacson) è tale che quando la città si svuota di automobili come succede in Agosto, si ha la sensazione di abitare in un luogo sconosciuto, tanto ci risulta inconsueta l’assenza del noioso ronzio.
A proposito di automobili e mobilità in generale, ho appena finito di leggere “Vita e morte dell’automobile” di Guido Viale , un interessante saggio contenente un’analisi sugli inconvenienti provocati dai sistemi di mobilità basati sull’uso prevalente dell’automobile privata e proposte di soluzioni per sistemi alternativi che portino benefici in termini di minore congestione urbana, minore sprechi di risorse, ottimizzazione dei tempi di percorrenza, e non ultimo migliore vivibilità delle città che attualmente sono nient’altro che degli immensi parcheggi per automobili.
Molto lucida, a mio modo di vedere, la visione dell’autore riguardo al futuro prossimo. Senza troppi giri di parole, vengono citati il progressivo esaurimento delle fonti petrolifere e la teoria del picco di Hubbert come ottime giustificazioni pratiche per iniziare ad attrezzarci per un futuro fatto di veicoli in condivisione e taxi collettivi, in cui il possesso di una o più automobili private sarà visto semplicemente come una bizzarria priva di senso.

Pubblicato da rumoredifondo