1 Febbraio, 2008
Leggo sul New York Times questo articolo intolato “Rethinking the Meat-Guzzler”.
Dopo il settore dei trasporti è quello dell’alimentazione a essere messo sotto processo per essere di fatto insostenibile, per lo meno ai livelli ai quali è arrivato nei paesi sviluppati.
Il NYT fa esplicitamente riferimento al parallelo carne – petrolio, senza però mai arrivare ad affermare che in un mondo con petrolio scarso e costoso sarà sempre più difficile garantire all’industria delle carni destinate al consumo umano le risorse necessarie affinché questa immetta sul mercato grandi quantità di “prodotto” a buon mercato.
E quindi ecco che per indurre i consumatori a consumare meno si fa leva sui problemi ambientali, sulla compassione verso i poveri animali crudelmente uccisi e sul rischio sanitario che l’eccessivo consumo di proteine animali comporta.
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Picco del petrolio | Messo il tag: consumo carne, petrolio |
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Pubblicato da rumoredifondo
6 Dicembre, 2007
Alla tv passa lo spot di un’azienda che distribuisce energia in Italia in cui la voce fuori campo recita “c’era un periodo in cui l’energia era troppa…ma alla terra non piaceva” e giù a dire che se seguiremo i loro consigli potremo trovare un’energia nuova da fare da soli e da scambiare (quale? boh!) , mentre sul sito di Eni si possono leggere i consigli per ridurre i consumi della casa come dell’automobile.
Per quest’ultima, avvertono che viaggiando in autostrada a 110 km/h invece che a 180 130 km/h si risparmia un bel po’ , così come viaggiando in città a velocità costante.
Sinceramente non ce li vedo gli italiani che si comprano il SUV a ragionare di climate change e oil depletion mentre sfrecciano sulla corsia di sorpasso dell’autostrada o mentre imprecano per l’ennesimo ingorgo in tangenziale.
Molto meglio quindi l’approccio di Chevron che sulla pagina iniziale sbatte brutalmente questo: “È la storia del nostro tempo: al mondo ci sono più di 6 miliardi di persone. Abbiamo tutti bisogno d’energia per vivere. Da dove verrà fuori?”
Nessun giro di parole.. Fanno esplicitamente riferimento al fatto che la domanda supera l’offerta. Tutto qui.
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Picco del petrolio, Traffico |
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Pubblicato da rumoredifondo
15 Agosto, 2007

C’è un particolare rumore di fondo che accompagna chi vive in città: il ronzio continuo e quasi uniforme prodotto dal traffico dei veicoli a motore.
L’assuefazione al rumore di fondo cittadino causato dal traffico (un misto di suoni sgradevoli, dovuti ai motori, al rotolamento degli pneumatici e ai clacson) è tale che quando la città si svuota di automobili come succede in Agosto, si ha la sensazione di abitare in un luogo sconosciuto, tanto ci risulta inconsueta l’assenza del noioso ronzio.
A proposito di automobili e mobilità in generale, ho appena finito di leggere “Vita e morte dell’automobile” di Guido Viale , un interessante saggio contenente un’analisi sugli inconvenienti provocati dai sistemi di mobilità basati sull’uso prevalente dell’automobile privata e proposte di soluzioni per sistemi alternativi che portino benefici in termini di minore congestione urbana, minore sprechi di risorse, ottimizzazione dei tempi di percorrenza, e non ultimo migliore vivibilità delle città che attualmente sono nient’altro che degli immensi parcheggi per automobili.
Molto lucida, a mio modo di vedere, la visione dell’autore riguardo al futuro prossimo. Senza troppi giri di parole, vengono citati il progressivo esaurimento delle fonti petrolifere e la teoria del picco di Hubbert come ottime giustificazioni pratiche per iniziare ad attrezzarci per un futuro fatto di veicoli in condivisione e taxi collettivi, in cui il possesso di una o più automobili private sarà visto semplicemente come una bizzarria priva di senso.
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Automobili, Hubbert, Mobilità, Picco del petrolio, Rumore, Rumore di fondo, Traffico |
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Pubblicato da rumoredifondo