15 Agosto, 2007

C’è un particolare rumore di fondo che accompagna chi vive in città: il ronzio continuo e quasi uniforme prodotto dal traffico dei veicoli a motore.
L’assuefazione al rumore di fondo cittadino causato dal traffico (un misto di suoni sgradevoli, dovuti ai motori, al rotolamento degli pneumatici e ai clacson) è tale che quando la città si svuota di automobili come succede in Agosto, si ha la sensazione di abitare in un luogo sconosciuto, tanto ci risulta inconsueta l’assenza del noioso ronzio.
A proposito di automobili e mobilità in generale, ho appena finito di leggere “Vita e morte dell’automobile” di Guido Viale , un interessante saggio contenente un’analisi sugli inconvenienti provocati dai sistemi di mobilità basati sull’uso prevalente dell’automobile privata e proposte di soluzioni per sistemi alternativi che portino benefici in termini di minore congestione urbana, minore sprechi di risorse, ottimizzazione dei tempi di percorrenza, e non ultimo migliore vivibilità delle città che attualmente sono nient’altro che degli immensi parcheggi per automobili.
Molto lucida, a mio modo di vedere, la visione dell’autore riguardo al futuro prossimo. Senza troppi giri di parole, vengono citati il progressivo esaurimento delle fonti petrolifere e la teoria del picco di Hubbert come ottime giustificazioni pratiche per iniziare ad attrezzarci per un futuro fatto di veicoli in condivisione e taxi collettivi, in cui il possesso di una o più automobili private sarà visto semplicemente come una bizzarria priva di senso.
Lascia un commento » |
Automobili, Hubbert, Mobilità, Picco del petrolio, Rumore, Rumore di fondo, Traffico |
Permalink
Pubblicato da rumoredifondo
14 Agosto, 2007

La teoria del Big Bang rimase per molti anni una semplice ipotesi di lavoro, mancando le prove della sua validità, fino a quando non venne scoperta la radiazione di fondo cosmico a microonde (Cosmic Microwave Background Radiation, CMBR).
Nel 1965 due tecnici dei laboratori della Bell Telephone, studiando un rumore di fondo dell’antenna radio, si accorsero che si trattava in realtà di un debole segnale radio proveniente dallo spazio, con la medesima intensità in tutte le direzioni.
Sin dall’esplosione del cosiddetto Web 2.0, di cui gli strumenti aventi contenuti generati dagli utenti costituiscono forse l’aspetto più caratteristico, si è sentito ripetere che il moltiplicarsi delle fonti d’informazione presenti in rete avrebbe giovato alla qualità generale del sistema dell’informazione.
Non più uno sparuto gruppo di fonti (quotidiani cartacei e l’ormai degradata TV), ma una miriade di siti internet – formata soprattutto dai siti personali costituenti la cosiddetta blogosfera – dove cercare notizie su qualunque argomento, con in più la possibilità di una manipolazione senza fine data dai link, dai commenti, dai feedback.
Per farla breve, dato che non ho la possibilità né tantomeno la capacità di dilungarmi in analisi molto complesse, gli entusiasti della rete vedono nella blogosfera e nei suoi parenti (ad esempio le Web-TV o Youtube) un’opportunità per superare l’attuale disarmante situazione del sistema dell’informazione, ma c’è da considerare l’immancabile rovescio della medaglia: il moltiplicarsi delle voci e delle fonti rischia di tramutare la ricchezza della pluralità in opprimente rumore, data la limitata capacità di ascolto di ognuno di noi e la difficoltà di distinguere le notizie preziose in mezzo alle “bufale” che circolano e si riproducono sul web, di link in link.
Se ne parla anche in questo interessante post su Magnethic MetaBlog, in cui si tratta del rumore di fondo presente nella blogosfera associandolo ad una sorta di dissipazione delle nostre energie mentali.
2 Commenti |
Blogosfera, Iperrealtà, Rumore di fondo |
Permalink
Pubblicato da rumoredifondo
13 Agosto, 2007

Si legge e si sente dire spesso che vivamo nella “società della comunicazione” intendendo con questo che ciò che caratterizza il nostro tempo è la proliferazione dei mezzi di comunicazione e delle fonti di informazione.
Volendo spingersi un po’ più in là, si può dire che stiamo sperimentando l’estasi della comunicazione di cui parla Jean Baudrillard nelle sue opere, a proposito di un superamento della realtà, giunta ad essere un’iperrealtà fatta di segni che rimandano ad altri segni e che mai rimandano a significati reali, segni quindi svincolati dai significati ma plasmabili a piacere in un gioco infinito in cui la persona vive in uno “stato di terrore che è caratteristico dello schizofrenico, una promiscuità oscena di tutte le cose che lo assilla e lo penetra senza incontrare nessuna resistenza e nessuna aura, neppure quella del suo stesso corpo. A discapito di se stesso, lo schizofrenico è aperto a qualsiasi esperienza e vive nella più totale confusione”.
Sovraesposizione mediatica quindi, di nuovo la “pana-sonicità” cara a Delillo, nelle cui pagine sempre più mi sembra di ritrovare i concetti chiave di Baudrillard espressi in forma diversa, ma altrettanto efficace per chi cerca di districarsi nel mezzo del rumore di fondo.
3 Commenti |
Baudrillard, Iperrealtà, Rumore di fondo |
Permalink
Pubblicato da rumoredifondo